La Miami australiana è piena zeppa di turisti anche in inverno ed i negozi di magliette scialle tipo Billabong, RipCurl e simili, fanno affari con i saldi invernali.
Che poi, parlare di inverno con 25 gradi ed un sole caldissimo, sembra ancora una bestemmia.
Mano a mano che andiamo a sud il freddo si avvicina, ma per ora è come un inizio dell'estate dalle nostre parti.
Bighelloniamo nella via principale, mimetizzandoci nella folla. Luca è quello che ci riesce meglio col suo penny, il minuscolo skateboard di origine locale.
Rispetto ad un paio di anni fa, hanno finito la costruzione della tranvia che, all'epoca era solo un cantiere che occupava tutta la via principale.
Bighelloniamo nella via principale, mimetizzandoci nella folla. Luca è quello che ci riesce meglio col suo penny, il minuscolo skateboard di origine locale.
Rispetto ad un paio di anni fa, hanno finito la costruzione della tranvia che, all'epoca era solo un cantiere che occupava tutta la via principale.
In mare, di fronte alla splendida esplanade gruppi di surfisti si cimentano con delle onde non troppo adatte mentre un culturista tatuato mostra al pubblico la sua pancetta da troppa birra...
I due ragazzi disdegnano però questa posizione, il nostro obiettivo che è sempre un tributo allo scorso viaggio, è spostarci a sud, dall'altra parte della baia, a Coolangatta.
La cittadina prende il nome da un veliero naufragato qui nel 1800 e oggi è un moderno centro balneare affacciato proprio di fronte a Surfers Paradise di cui si scorge all'orizzonte l'inconfondibile skyline.
Ripararsi dal vento sulla spiaggia è un'impresa impossibile. La cosa più strana è lo scricchiolio dei nostri passi sulla sabbia: sembra di camminare sul parquet lucido di una vecchia nave.
Sole, vento e gabbiani affamati ed agguerritissimi sono i compagni del nostro pranzo a base di strani kebab venezuelani fatti di pasta di mais e ripieni di schifezze varie che Alberto e Luca hanno comprato in un piccolo negozietto sul lungomare.
Poi, mentre vedo gli altri impegnati in una lunga chiacchierata io sono costretto da Luca a replicare degli scatti che due anni fa diventarono la sua foto profilo.
Una buona mezz'ora di ricerca della posa, aiutati anche dalla generosità di un kite surfer che ci presta una delle sue tavole per rendere la foto ancor più simile a quella vecchia.
Quando si dice avere il buon tempo....
Il tizio del kite si diverte ad attraversare la baia velocissimo spinto dal vento forte e dalle onde approfittandone per volteggiare in aria ogni volta che inverte la marcia.
Io mi perdo via ad osservare i suoi pirotecnici numeri di acrobazia, mentre sopra la mia testa uno stormo di gabbiani gioca invece a stare fermo nella corrente osservandomi altrettanto incuriosito.
Questa sera dormiamo a Byron Bay. In un residence proprio sul lungomare. Ci sistemiamo appena arrivati esplodendo le valigie e sparandoci quattro o cinque lavatrici.
Poi, spesa al Woolworth perché stasera, finalmente, si mangia la pasta! Dopo cena ne approfitto per preparare un po' di cose per i prossimi giorni.
Alla fine non è neanche così economico mangiare in casa, ma è impagabile la sensazione di vivere più dentro la realtà del posto, facendo la spesa e cucinando. Come se, così facendo, dichiarassi di voler mettere qui le tue radici.
Domani è domenica e l'immersione nella realtà locale si completerà con la visita al mercatino.






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