domenica 2 agosto 2015

Vintage come un nonno

Byron Bay è sempre Byron Bay 
La cittadina più ad est dell'Australia che deve il suo nome al nonno del famoso poeta inglese Lord Byron, si ripropone col suo fascino un po' retrò e molto sciallo. 


Anche se d'inverno alla sera è quasi vuota e di giorno non puoi fare il bagno per i troppi squali (anche un paio di giorni fa c'è stata un'aggressione) l'atmosfera vintage da Woodstock anni '70 si respira ancora tutta.






Siamo anche fortunati che, la prima domenica del mese, si tiene un mercatino di "sghiandati" che vendono merci quasi sempre non convenzionali: dalle magliette a favore degli squali (una l'ho comprata anch'io, dopo vi dico dove) agli anelli fatti con il legno degli skate rotti. Dai dolci (truffles)privi di uova,  latte, glutine e zuccheri raffinati ai quadri indie ed un po' vintage.




Anche i frequentatori di questo mercatino sono molto "take it easy".  Vestiti indiani variopinti, spesso capigliature rasta.
Molti sembrano cantanti rock ormai sulla settantina, bruciati dal fumo e dagli allucinogeni.


Insomma, un salto vintage in un atmosfera d'altri tempi con sottofondi musicali da cantautrici alla Joan Baez, e profumi erbosi mistici e rasserenanti.

Passiamo qualche ora vagando tra i banchetti.

In quello di Dave (www.dave.com.au) un artista che decora surf e  magliette con disegni raffinati compro una maglietta per me ed una per Enrico. Sulla schiena della mia c'è anche una filippica contro la caccia agli squali.



In un anno, dice il papiro, ne muoiono 200.000 cacciati dall'uomo per il brodo con la pinna, a fronte dei 12 uomini uccisi in attacchi vicino a riva.

Per la verità, preferisco ancora il brodo di pinna (che non ho mai mangiato e non mangerò mai, penso) all'incontro ravvicinato che, sia pur raro, rischia di essere definitivo.

Nel tardo pomeriggio proviamo a resistere al vento sulla spiaggia, ma è talmente forte che non ci riusciamo.
Alla fine, tra un cazzeggio e l'altro, andiamo a vedere il tramonto al faro.





Nonostante il quasi freddo e la stagione invernale, è pieno di gente. Soprattutto giapponesi.

La cosa non ci impedisce però di scimmiottare con Alberto al posto di Enrico una bella foto di due anni fa.
La spediamo subito al londinese per vedere se si arrabbia, ma la sua risposta inizia fresca con il solito "ahahahahah..." che vuol dire che l'ha presa bene :)




Cena a casa con pollo al curry e riso basmati, conditi da risate prolungate per varie stronzate uscite oggi.

Dopo essermi messo in pari con le giornate, innondo la pagina con un po' di foto fatte oggi al mercatino.
















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